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Recioto della Valpolicella DOCG Classico


Zona di produzione
Valpolicella classica. Da vigneti di alta collina di origine calcarea situati nei comuni di Marano di Valpolicella, Fumane e San Pietro in Cariano, a nord di Verona.

Varietà delle uve
Corvina e Corvinone (70%), Rondinella (30%), con appassimento delle uve per un periodo variante dai 90 ai 120 giorni.

Resa
Circa 90-100 quintali di uva per ettaro.
Ogni 100 chili di uva si producono circa 35-37 litri di vino.

Dati analitici
Alcool 14% Vol. svolto, più 130 gr di residuo zuccherino.
Acidità totale 5,5-6 g/l.
Estratto secco netto 45-50 g/l.

Vinificazione
Pigiatura e diraspatura soffice delle uve.
Temperatura di fermentazione: 26-28°C.
Macerazione: circa 40 giorni in acciaio inox.
Fermentazione malolattica parzialmente svolta in primavera.

Maturazione
14 mesi in barrique da 225 litri di rovere francese.

Affinamento
Almeno 12 mesi in bottiglia.

Descrizione organolettica
Rubino profondo e impenetrabile, brillante, dall’unghia violacea di perfetta tenuta, presenta un ventaglio di sensazioni olfattive molto intriganti: ricordi resinosi, balsamici e mentolati, sentori di foglie di tabacco conciate, richiami fruttati di more, mirtilli e tamarindo, amarene sciroppate, composta di ciliegie e piccoli frutti, sottobosco; un bouquet stilisticamente più orientato all’armonia e all’eleganza che alla potenza pura. Il sorso è intenso, strutturato, fresco di acidità non indugia su sensazioni troppo dolci; coerenti i richiami alle confortevoli sensazioni già colte al naso; trama tannica vellutata che accompagna la beva, dal grip assai vivace; il finale, dai ricordi di amarene e tabacco, è freschissimo, pulito e persistente.

Temperatura di servizio
14-16° C.

Abbinamenti gastronomici
Adatto per il fine pasto, si esalta con dolci al caffè, castagnaccio, torte al cioccolato; se consumato in tarda età, è vino da meditazione, da bersi da solo o in compagnia di un tocchetto di Roquefort.

Longevità
5-10 anni

Curiosità
Molti autori latini, tra cui Virgilio e Plinio, descrivono nei loro scritti la qualità di questo vino veronese. Nel IV sec. d.C. Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, descrive in una lettera un nettare ottenuto con una speciale tecnica dell’appassimento delle uve, chiamato allora “Acinatico” e prodotto in Valpolicella. Nel corso di secoli tale vino fu costante oggetto di grande considerazione e protagonista di scambi mercantili.